Come dicono le favole, vivranno per sempre insieme, felici e contenti. Così iniziano tutte le storie d'amore. Poi la realtà ci dice che non c’è coppia nella quale non compaiano le crisi, grandi e piccole, uniche o ripetute, temporanee o definitive.
Per spiegarci questo fenomeno possiamo riflettere sul fatto che la crisi ha a che fare con la diversità: all’inizio del rapporto la diversità sembra non apparire, ma presto fanno la loro comparsa le differenze tra i bisogni, le opinioni, i desideri, le abitudini; ciò assume un aspetto doloroso per la coppia, come se l’apparire della diversità facesse cadere l’illusione delle favole.
E poiché la diversità dà dolore, la prima reazione possibile è quella di ignorarla, ma ciò chiede la rinuncia di uno dei partner a qualcosa di sé: se la diversità non deve esistere, per negarla o mi adeguo o ti costringo. E non cambia il risultato se i partner fanno ciò a turno: accade sempre che in colui che rinuncia, magari con l’illusione che il domani sarà migliore, si produce uno stato costante e stabile di insoddisfazione; ne segue l’emergere dell’ostilità e il conflitto prima o poi scoppia.
Eppure, non solo la diversità è ricchezza, visto che offre due punti di vista anziché uno. E poi, la diversità è indispensabile per l’essere umano che, volendo conoscersi, non può che confrontarsi con ciò che è diverso da lui. L’amore si fonda proprio sulle diversità, anzi, sulla diversità più accentuata che c’è, quella tra uomo e donna.
Da qui l’indicazione: se la diversità è preziosa, accettiamo che esista, prendiamone atto e lasciamo che emerga continuamente, tutte le volte che appare: parliamone, e non sarà difficile trasformarla in una occasione di crescita di ciascuno di noi e della coppia. Dopotutto, non è affatto difficile trovare giorno per giorno le soluzioni, capaci di soddisfare entrambi: solo l’impegno quotidiano in questa direzione permette di evitare l’accumulo di insoddisfazione e l’esplodere di conflitti.
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