I giovani e i nuovi linguaggi

Condividi
Tweet
 
Martedì 02 Novembre 2010 00:00 Scritto da Domenico G. Bozza
Stampa

giovani_pcIn un mondo dove la comunicazione sta diventando sempre più frenetica e multidimensionale, dove le parole stanno assumendo sempre di più la connotazione di sigla o abbreviazione, si inserisce l’esigenza di stare al passo anche per la popolazione giovanile.

Sono fondamentalmente due i criteri sui quali riflettere e che ottimamente rappresentano la trasformazione epocale cui stiamo assistendo: l’avvento della tecnologia e lo spirito di emulazione. Discutendo sul primo criterio, è possibile constatare che il diffondersi di Internet e della telefonia mobile hanno spinto sempre più verso un contatto comunicativo con l’altro, anche distante pochi metri, non più basato sul contatto visivo ma su codici sempre in continua evoluzione. Talmente rapido però è questo scambio, che sono letteralmente saltati tutti i passaggi un tempo capaci di saldare un rapporto, sia esso di amicizia o più intimo. Ricordiamo, a questo proposito, che ogni essere umano è fatto di aspetti cognitivi ed aspetti emotivi e la carenza nell’uno o nell’altro settore determina sempre un rapporto/relazione incompleta o facilmente destinata alla rottura. Il semplice dire “ti amo” tramite un sms, rispetto al dirlo a voce e di persona, crea un gap (salto) che esclude la componente percettiva della vista e dell’udito, che sappiamo bene quanto influenzino la vita ed intensifichino la capacità di evolvere nelle emozioni.

linguaggioUn altro elemento cruciale è rappresentato dagli scambi relazionali sempre più legati a chat, videochat, forum e social network. Escludendo tutte quelle persone che ben riescono ad equilibrare gli interessi, sempre più giovani antepongono il restare a casa all’uscire per conoscere, frequentare, vivere direttamente nuovi rapporti sociali. E’ un ostacolo, questo, alla crescita ed al vivere anche il conflitto come esperienza di maturazione.

Un potente fattore legato all’avvento delle nuove tecnologie è quello dell’emulazione. In pratica, se lo fa il mio amico…per quale motivo non lo dovrei fare io? E quando questo spirito di emulazione prende piede nel gruppo, il fenomeno diventa ancora più incontrollabile. Chi, infatti, non si adatta a ciò che compie il gruppo viene emarginato perché ritenuto più un ostacolo che una risorsa.

Il linguaggio giovanile, comunque, non si ferma solo a trasformazioni generazionali nell’ambito tecnologico. Parliamo anche di linguaggio legato alle parole, ai termini, al dialetto, al vocabolario che si evolve e si adatta a ritmi velocissimi.

giovane_pearcingE non trascuriamo neppure un tipo di linguaggio, che non è squisitamente verbale, ma il cui studio attento potrebbe permettere di comprendere cosa un giovane oggi ricerca per affermare se stesso. Stiamo parlando della comunicazione simbolica, quella che si lega all’uso di tatuaggi, piercing, vestiti particolari. Finanche i french che sono sempre più utilizzati dai giovani esprimono uno stato d’animo, un’emozione, una volontà. La prospettiva dovrebbe essere, ancora una volta, quella di avvicinarsi a questi cambiamenti con dialogo e scambio verbale ed assolutamente non in modo giudicante, poiché questo sortirebbe una chiusura ed un sentimento di incomprensione da parte di chi esprime se stesso anche attraverso un capo di abbigliamento. E’ vero altresì, che riteniamo sia importante anche una riflessione sui modelli di riferimento oggi presenti, ripensando ai modi e canali grazie ai quali questi modelli hanno raggiunto i loro traguardi ed obiettivi.

Tags:

Vedi anche