Le malattie sessualmente trasmesse ed il vissuto del rischio nei giovani

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Lunedì 14 Giugno 2010 00:00 Scritto da Domenico G. Bozza
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ragazziEsistono due momenti di fondamentale importanza nella crescita di un individuo, corrispondenti ad altrettante possibili crisi esistenziali: la pubertà e l’adolescenza. In entrambi i casi si realizza una trasformazione sia a livello di vissuto che a livello di relazione con gli altri, di difficile interpretazione anche se risulta fondamentale la consapevolezza che questa trasformazione coinvolge l’intero sistema e la rete (famiglia, amici, studio).

Alla trasformazione corporea si unisce anche un complesso insieme di modificazioni caratteriali che prevedono una forte volontà di sperimentazione, di curiosità rispetto all’altro sesso. Il corpo che cambia insieme al cambiamento di esigenze, porta l’adolescente a mettersi in gioco anche in situazioni non particolarmente sicure, finanche pericolose. E’ soprattutto il sesso, come agito, che assume grande importanza perché l’adolescente non ha ancora gli strumenti idonei per riconoscere ciò che è esente da rischio da ciò che potrebbe rendere alquanto problematica la sua vita. In questo senso, e ciò non è solo presente nei giovani, avere questa consapevolezza non è ragionamento di facile realizzazione. In altre parole, si tende sempre a negare che qualcosa di grave possa accaderci a fronte di un nostro comportamento come se la malattia o la morte non fossero elementi capaci di entrare nella nostra quotidianità.

labbraEcco allora che un flagello come quello dell’AIDS, fortemente interconnesso con la tematica della morte, diventa una condizione troppo lontana, essendo invece tremendamente alla portata di tutti, perché tutti ne siamo potenzialmente protagonisti. E’ stato da più parti oramai riconosciuto, infatti, che da svariati anni non sono più le classiche categorie come gli omosessuali o i tossicodipendenti a rischiare il contagio, ma anche e soprattutto gli eterosessuali. Tra AIDS, adolescenti ed eterosessualità allora diventa cruciale un quarto elemento: la contraccezione.

Affinchè un comportamento possa realizzarsi, non è tanto importante realizzare corsi o formazione sulle malattie sessualmente trasmesse. Questi sono comunque importanti. E’ necessario, però, partire proprio da quelle che sono le maggiori difficoltà a riconoscere un pericolo da parte dell’adolescente. Capire quali sono i meccanismi cognitivi che impediscono una corretta valutazione di una situazione e portano l’individuo ad accettare il pericolo. Ancora di più, prima che partire con i consigli, con ricette preconfezionate, è necessario ascoltare i bisogni, quello che il giovane cerca. Se il comportamento vizioso lo si vuole trasformare in virtuoso occorre parlare il linguaggio dei giovani, perché assai spesso progetti anche molto articolati e strutturati, partono con una pericoloprospettiva che tutto analizza fuorché le loro strategie ed il loro vocabolario della comunicazione. Elementi che hanno una potenza dirompente perché possono creare una sorta di ‘alleanza terapeutica’ tra chi entra e chi già si trova nel mondo adolescenziale.

In tutto questo, anche Internet diventa un delicato argomento di analisi e discussione. Mentre un tempo, infatti, le modalità di incontro e di conoscenza del potenziale partner erano per lo più reali, oggi si assiste al boom della virtualità, ovvero della conoscenza prima ancora mediata dal computer (chat, social network, ecc.), con tutta una serie di incognite legate al tipo di vita, al carattere reale della persona, a quello che può offrire. Il rischio ancora una volta diventa quello di attribuire a chi ancora non si conosce tutta una serie di aspettative desiderate ma che purtroppo non sono corrispondenti al vero.

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