Pedofilia, cause di un disturbo psichiatrico

 
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Pedofilia-manoLa pedofilia è un disturbo psichiatrico che si presenta nell’adulto o nel giovane adolescente ed è caratterizzato da fantasie, impulsi sessuali e comportamenti ricorrenti che hanno come oggetto bambini prepuberi (sotto i 13 anni). Questi impulsi perdurano per un periodo di almeno sei mesi e provocano eccitazione e soddisfazione sessuale. Anche se questo disturbo ha una forte connotazione maschile, non è superfluo ricordare che un certo numero di pedofili è di sesso femminile.

Molto si è detto sulle cause d’insorgenza della pedofilia, ma ancora oggi non vi è un quadro univoco che spieghi il perché un individuo possa sviluppare questa patologia. Negli anni si sono succedute teorie neuropatologiche, genetiche e socio-ambientali, ma come spesso accade per questi disturbi multifattoriali, l’individuo pedofilo è la risultante dell’interazione di questi tre fattori. Quando la predisposizione genetica incontra, infatti, alcune peculiarità socio-ambientali, quali ad esempio un abuso sessuale in età infantile o la privazione dell’amore genitoriale, lo sviluppo psico-sessuale può deviare verso la patologia. Varie teorie psicologiche e sociologiche tendono, infatti, a interpretare il comportamento del pedofilo come il risultato di carenze affettive che portano la persona a costruirsi un’immagine fragile e inadeguata di sé e della propria sessualità. L’immagine di sé basata sull’idea di non essere degno d’amore induce l’individuo a rivolgere le attenzioni a una persona considerata meno minacciosa e rifiutante, ossia il bambino. Solo con quest’ultimo il pedofilo immagina una relazione meno angosciante e frustrante.

Interessante è la teoria sociologica che vede nel cambiamento del ruolo e dell’immagine femminile nella società una possibile concausa dell’insorgenza della pedofilia. La rivoluzione sessuale degli anni Sessanta ha portato al mutamento dell’immagine della donna da figura passiva a figura attiva e “sessualmente esigente”. In seguito a ciò l’uomo, spodestato dal suo ruolo di maschio virile, manifesta sintomi quali ansia da prestazione e frustrazione, che minano l’essenza del vissuto maschile. L’attenzione sessuale nei confronti del bambino può allora essere spiegata come la necessità di ricercare alcune caratteristiche femminili ormai perse, quali la purezza e la sottomissione.

Date le premesse di una probabile causa come conseguenza di vari fattori, si può facilmente dedurre che il trattamento della pedofilia sia multidisciplinare. Spesso si tende, infatti, ad associare alla terapia farmacologica, basata sulla castrazione medica, un trattamento psicoterapico individuale e/o di gruppo. Purtroppo questi trattamenti hanno una valenza limitata, riducendo il livello di eccitazione sessuale, senza modificare in alcun modo il tipo di preferenza sessuale. Pertanto, l’educazione impartita dai genitori e la conoscenza del problema sono ad oggi la migliore prevenzione nei confronti del fenomeno “pedofilia”. E’ importante che i genitori insegnino al bambino a prestare attenzione alle innumerevoli e spesso subdole strategie con cui il pedofilo ricerca le sue “prede”. Quest’ultimo, che può essere una persona vicina al bambino, come un vicino di casa, un educatore, o addirittura un parente, mira a individuare i bambini più vulnerabili, conquistandoli con la fiducia e le attenzioni. Tuttavia il mezzo più pericoloso attraverso cui il pedofilo può incontrare una moltitudine di bambini è il web. I siti a maggior rischio sono proprio quelli visitati dai minorenni, ossia quelli utilizzati per lo scambio di videogiochi, musica o film, ma anche i social network come “Facebook”. Il bambino dovrà essere perciò aiutato a riconoscere i comportamenti a rischio e a richiedere l’aiuto di persone fidate. Inoltre, il genitore dovrà porre particolare attenzione alla comparsa di atteggiamenti non usuali per un bambino, come ad esempio i comportamenti spiccatamente sessualizzati, che in alcuni casi possono manifestarsi attraverso il gioco e il disegno. In queste circostanze sarà opportuno rivolgersi a specialisti, il cui compito sarà l’accertamento dell’eventuale abuso subito dal bambino.

*Psicologa, psicoterapeuta

 

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Dr. Tatiana De Santis

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