Quando la coppia si separa: lo stalking

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Lunedì 06 Settembre 2010 00:00 Scritto da Domenico G. Bozza
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Quando la coppia si separa: lo stalking | Sessuologia e Psicologia

stalking_1Qualsiasi situazione che prevede l’allontanamento di una persona, la separazione o comunque la fine di un rapporto, determina dolore. L’essere umano prova un senso di frustrazione e di sofferenza allorquando si trova nella condizione di solitudine, dopo aver condiviso non solo spazi e tempi con il proprio partner, ma anche ambiti legati all’intimità, fisica e psicologica. Ecco perché, quando parliamo di coppie che si separano, possiamo tranquillamente utilizzare termini come “lutto” o “morte”. Un lutto, e la corrispondente sua elaborazione, non si differenzia molto dalla morte fisica di una persona cara. Anzi. Il fatto stesso che, quando ci si lascia, la persona che fino a quel momento era stata con noi continua a vivere, ci permette di attivare meccanismi legati alla speranza, all’auspicio che ci venga data ancora una opportunità per restituirci quella dimensione amorosa che ci ha accompagnato mentre la relazione era in piedi.

I meccanismi cui assistiamo, però, non sono solamente di natura luttuosa, ma riguardano emozioni legate all’orgoglio, all’ossessione, finanche alla compulsione affettiva o alla compensazione attraverso palliativi che possano ‘sostituire’ l’oggetto amato.

Tutte queste componenti, sicuramente psicopatologiche, vengono rintracciate nella figura oggigiorno tristemente nota col nome di stalker. Lo stalking, invece, è quel tipo di modalità, violenta ed insistente, che ha per oggetto la persona che dallo stalker si è allontanata.

stalking_2In questa sede, però, non si vuol parlare dello stalking in senso stretto, ma tentare di comprendere il “cosa” ed il “perché” una figura fino a quel momento serena e tranquilla, si trasformi fino a diventare carnefice di quella stessa persona che ama o, quantomeno, afferma di amare.

Siamo convinti che i meccanismi legati al possesso rivestono un ruolo di primo piano: il o la partner assumono non più le caratteristiche di un essere umano, ma di un vero e proprio oggetto del piacere, la cui perdita equivale a realizzare una ferita narcisistica e della propria autostima insostenibili.

Ciò che, allora, non è più possibile avere con sé e per sé, affinché possa esser conservato e non condiviso con altri, lo si può solo eliminare, prima con una sorta di terrorismo psicologico e, se non sufficiente, con una vera e propria eliminazione fisica.

Se poi osserviamo in che modo avviene questo terrorismo psicologico, ci accorgiamo che entra in gioco non solo la ossessività di pensiero rivolto a chi non si possiede più, ma anche la compulsione a cercarlo, in qualsiasi modo (telefonate, sms, pedinamenti, ecc.). Attività queste assai simili, per esempio, ai disturbi del comportamento alimentare. La persona perduta come ‘cibo’ che alimenta la nostra quotidianità, la cui assenza rende affamati e desiderosi di sentimenti oramai scomparsi.

Che sia una donna o un uomo a vivere la condizione di perseguitato, l’ideale sarebbe rendersi conto immediatamente delle insistenze e del carattere ossessivo/compulsivo di chi non si rassegna e denunciare immediatamente prima che tutto diventi paurosamente tardivo. Ancor più che oggi lo stalking è divenuto reato a tutti gli effetti e lo stalker perseguibile e punibile.

stalking_3E’ importante ricordare anche il fatto che quando una coppia si separa non necessariamente lo fa per colpe dell’uno o dell’altra. Può accadere che, nell’arco degli anni, l’uno o l’altra o entrambi evolvano (o involvano) rispetto alla personalità in possesso all’epoca dell’inizio della storia d’amore. E che, quindi, le esigenze, un tempo soddisfatte dal partner, non rappresentino più noi stessi e la nostra fisicità/interiorità.

La maturità, quella che tutti noi conosciamo come componente capace di farci capire ciò che è giusto e ciò che non lo è nel nostro percorso di vita, dovrebbe corrispondere ad una presa d’atto cosciente della complessità umana e che, come qualsiasi processo di vita porta alfine alla morte, anche una relazione potrà avere esiti infausti.


In caso di violenza o stalking rivolgersi al numero telefonico 1522 istituito dal Consiglio dei Ministri

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