Persuasione, seduzione, suggestione. Sono parole del nostro vocabolario che utilizziamo assai spesso per descrivere condizioni nelle quali ci veniamo a trovare assai spesso inconsapevolmente e davanti alle quali il più delle volte possiamo solo ammettere di averle provate, vissute o anche subite.
Sono molteplici i campi in cui è possibile imbatterci in situazioni nelle quali sperimentare i loro effetti: la pubblicità, la medicina, i comportamenti amorosi. Anzi, se non partiamo proprio dal presupposto che i meccanismi legati al cambiamento (di atteggiamento, di vissuto, di emozione) sono intimamente legati a ciò che accade nel nostro cervello, non potremo mai spiegare fenomeni come l’effetto placebo di un farmaco, l’acquisto di un particolare detersivo da utilizzare in cucina o il perché quella donna o quell’uomo ci sono così fortemente, intensamente, costantemente entrati nella testa. La stessa sessualità, che il più delle volte sancisce un legame forte, non raggiunge lo stesso devastante effetto di un pensiero perennemente presente a tutte le ore della nostra giornata.
Il nostro organismo è strutturato in modo tale che determinate funzioni mentali come il pensiero o l’immaginazione non debbano necessariamente essere stimolate da organi di senso come l’olfatto o la vista oppure ancora, in ultima analisi, il tatto. Quel che colpisce di un uomo o di una donna è in realtà ciò che la ricetta del più bravo chef al mondo nasconde: un ingrediente misterioso, un’alchimia, una chimica particolare che arriva a recuperare elementi che addirittura facevano parte della nostra infanzia e che, ai giorni nostri, abbiamo praticamente dimenticato. È ciò che possiamo a giusto titolo definire un “fare l’amore col cervello” della persona che desideriamo perché ci ha conquistato nei modi, nei contenuti, nel dialogo, nell’intimità delle sue esperienze di vita, belle o brutte che siano. Il fascino misterioso della psiche umana, pertanto, sovrasta fino a sminuire con potenza il fattore estetico, quella bellezza esteriore che circonda l’essere che ci ha colpito.
Se riflettiamo, infatti, la natura umana ha costruito il maschio e la femmina con caratteristiche somatiche fondamentalmente identiche, con corpi che, seppur diversi, descrivono sempre la stessa tipologia e costituzione. L’intrigante effetto di un cervello complesso, va oltre. Attiva meccanismi di scoperta, di affettività, di sfida, di corteggiamento, di provocazione: un corpo semivestito alimenta il desiderio. E il desiderio è così specialmente anticonformista rispetto all’ovvietà di una nudità…
La riflessione va anche verso il nuovo panorama offertoci dal web, dai social network, dalle chat; ovvero da tutti quegli strumenti che ci raccontano di una forte esigenza di recuperare l’altro, superando il timore del giudizio ed affacciandosi più che a quello che può offrire nella sua corporeità, a quello che può regalarci nel dialogo, sempre più assente in questa frenesia del vivere moderno.
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