Il sesso alternativo nel rapporto di coppia, tra normalità e perversione.

Condividi
Tweet
 
Lunedì 11 Ottobre 2010 00:00 Scritto da Domenico G. Bozza
Stampa

perversione_1Da decenni sociologi, psicologi, medici e statistici si confrontano con parole la cui definizione è spesso carica di mistero o quantomeno di una difficoltà di inquadramento che possa soddisfare i criteri della scientificità. Una di queste parole è “normalità”. Da sempre alla ricerca di cosa possa esser definito normale, l’essere umano è riuscito a porre le basi per un livello di accettazione se questa la si definisce col metro di ‘norma statistica’. Come è possibile vedere nell’immagine, utilizzando la cosiddetta “curva di Gauss” o “curva a campana” o semplicemente “curva normale”, possiamo concludere che tutto ciò che è presente al centro di questa curva, rappresenta perfettamente il concetto di sanità, di salute, di normalità. Tutto ciò che, invece, si discosta dal centro della curva, ovvero le ‘code’, si allontana dalla condizione di normale, prendendone il posto parole come malattia, disagio, ecc. Facendo un esempio che possa illustrare perfettamente il concetto di curca normale e di normalità, la salute presente centralmente potrebbe portare nella coda sinistra, via via, sempre più verso una condizione di depressione, mentre nella coda destra, via via, verso una condizione di euforia/maniacalità.

perversione_3Stante questa doverosa e forse un po’ matematica premessa, il sesso alternativo nella coppia potrebbe essere visto come normale o perverso, a seconda dell’individuale livello di percezione di cosa è lecito/illecito, naturale/innaturale, piacevole/doloroso. In questo senso si inserisce il concetto di “perversione” che, secondo il DSM IV (American Psychiatric Association, (2000), DSM-IV-TR – Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano, Edizione Riveduta, Milano, Masson, 2005) ha a che fare con “fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti ed intensamente eccitanti sessualmente" che riguardano:

1. oggetti inanimati

2. la sofferenza e l’umiliazione di se stessi o del partner

3. bambini o altre persone non consenzienti

perversione_2Prendendo in considerazione il punto 2, se mettiamo a confronto una coppia A che ama il rapporto anale, per esempio, non vivendo questo come atto recante sofferenza o umiliante (per chi lo riceve) ed una coppia B che pratica rapporti sessuali ‘classici’, possiamo concludere che, ancora una volta, è estremamente labile il confine che separa il normale dall’anormale. Infatti, la coppia B vivrà la coppia A come perversa poiché, adottando quel tipo di rapporto, si creerebbero i presupposti indicati nel punto 2 dei criteri del DSM.

Non dimentichiamoci, infine, che assai spesso i rapporti sessuali all’interno di una coppia sono la risultante non solo dell’intesa tra i due partner, ma anche delle esperienze pregresse, dell’educazione familiare ricevuta, del vissuto intimistico e spirituale, finanche del credo religioso col quale ci si è comunque in un dato momento della propria vita, confrontati. E del giudizio morale/moralistico che la società è pronta ad offrire a fronte di quel discostamento dalla norma di cui si parlava nella parte iniziale di questo articolo.

Tags:

Vedi anche