Bombardati dalle informazioni, siamo incapaci di decidere. È quanto emerge da uno studio condotto da Angelika Dimoka, direttrice del Center for neuronal decision making della Temple University. La dimoka ha scoperto che quando aumenta il carico di informazioni, cresce anche l’attività nella corteccia prefrontale dorso laterale, responsabile del processo decisionale. All’aumentare delle informazioni ricevute, però, questa zona “si spegne”, va in tilt, smette di decidere, colpita da una sorta di malessere da sovraccarico.
Ad acuire – o forse a scatenare – questo fenomeno, la società odierna che bombarda continuamente la psiche con informazioni provenienti da ogni sorta di fonte: internet, programmi televisivi, smartphone, Facebook, Twitter, Myspace, giornali on line e telegiornali a flusso continuo. Assuefatto ad una portata simile di nozioni, al momento della scelta il nostro cervello si blocca e decide tenendo conto delle notizie più recenti che non costituiscono però la globalità del problema ma solo una minima parte, quella “più fresca”. Ne deriva che – immancabilmente – o ci si rifiuta di prendere una decisione o la si prende in modo errato. Nel libro “The art of choosing”, l’arte di scegliere, Sheena Iyengar scrive che “quando prendiamo una decisione, confrontiamo blocchi di informazioni. Quindi la decisione è più difficile se la quantità di informazioni che dobbiamo analizzare è maggiore”. A mandare in tilt il cervello, però, è anche il ritmo delle nozioni che riceve. L’afflusso continuo di dati, costringe la mente a decidere all’istante, senza riflettere più di tanto. Clifford Nass, psicologo dell’università di Standford, sottolinea come ormai siamo “addestrati a preferire una decisione immediata e sbagliata a una migliore e presa con calma”. A mancare, dunque, è la capacità di scremare quanto assimilato: la mente non riconosce più le notizie da cestinare da quelle su cui invece formare un’opinione.
La soluzione? Dire basta al mare magnum di informazioni in cui siamo immersi. Staccare tutto. Spegnere tv, smartphone e internet e andare farsi una doccia. Lontano da qualsiasi fonte di notizie e con un discreto numero di minuti a disposizione, il nostro cervello tirerà i remi in barca, si fermerà e prenderà una decisione altrimenti impossibile davanti ad uno schermata di Facebook o Twitter in continuo aggiornamento.
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