Disdegno, noncuranza, predominio, supremazia, primato, arroganza, supponenza. Sono molteplici le manifestazioni della superbia. E, in questo senso, si perde nella notte dei tempi l’eterno dilemma su chi debba essere considerato, tra l’uomo e la donna, l’essere superiore. Per intelligenza, per loquacità, per capacità lavorative, per arti amatorie, per coinvolgimento sentimentale, da sempre uomini e donne animano dibattiti televisivi e forniscono motivi di discussione e confronto. Il maschilismo imperante nel secolo scorso, sta via via lasciando il passo all’intervento nella società delle donne che, in politica come nell’amministrazione aziendale, sono sempre più presenti e fanno sentire la loro voce.
Per esempio, è un’idea molto diffusa e radicata quella secondo la quale le donne parlano di più degli uomini. E’ stato però dimostrato che non è così. In realtà gli uomini tendono a parlare di più quando sono in pubblico, mentre parlano molto meno quando sono nel privato (D. Tannen, 1993, Gender and conversational interaction 13, Oxford University Press). Ciò si può spiegare con il fatto che il parlare in pubblico necessita di una buona dose di competitività e l’uomo ama competere per raggiungere, dimostrare e mantenere il suo status. La presunta superiorità dell’uomo nei confronti della donna ha causato la relegazione delle donne a ruoli secondari, poiché a torto si pensava a loro come ad un individuo capace solo di provvedere a compiti semplici o comunque legati alla casa e nulla più. La superbia, infatti, ha da sempre previsto un solo obiettivo: affermare se stessi a prescindere da altre persone, situazioni o contesti.
Quando però gareggiare ha lo scopo di giungere ad un traguardo o ad un obiettivo, non sussistono motivi per non accettare questa condizione. Il problema si evidenzia allorquando si vuol desiderare il male altrui, attraverso la denigrazione, l’ostentazione di caratteristiche che il superbo non possiede, aggiungendo a queste l’offesa e il vilipendio. È un contesto tipico quello della politica e degli accadimenti degli ultimi giorni tra destra e sinistra. Non si manifestano le reali capacità, ma il successo passa attraverso l’ingigantire le proprie virtù (spesso apparenti), ponendo l’altrui modo di essere ed agire nella condizione di perdente e di inutilità.
Quanto accade nella politica è facilmente osservabile, con veri e propri atti di supremazia, anche in tutti quei rapporti sentimentali che hanno sortito un fallimento sia nei sentimenti che nella quotidiana amministrazione della vita. Assistiamo a mariti che offendono le mogli, uomini che si dichiarano più capaci delle donne nella gestione della casa, o peggio ancora, figli piccoli che, strumentalizzati, diventano il tremendo bersaglio della volontà dell’uno o dell’altra di vincere battaglie legali per impossessarsi del ‘trofeo’.
Purtroppo, la superbia ha anche il triste primato di rendere la violenza una delle protagoniste attive, poiché solo attraverso di essa le persone che ne sono portatrici possono umiliare gli altri ed elevarsi sugli altri. Fortemente imparentata con la superbia è anche l’invidia che aumenta vertiginosamente quando la prima non sortisce l’effetto di superare altezzosamente l’altro.
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