Tempo fa, la trasmissione “Le Iene” ha mandato in onda un servizio, estremamente attuale quanto ironico, legato alla presunta incapacità odierna, da parte delle donne di conservare una relazione sentimentale con il compagno perché additate di essere ben poco coinvolgenti e consenzienti nei confronti dei rispettivi compagni, soprattutto sotto le coperte.
“Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza
e vi risponderà che è la femmina del rospo”
(Voltaire)
La “Iena” di turno, ponendosi la domanda, estremamente provocatoria, di dove potesse una donna trarre le necessarie ed utili informazioni per accattivarsi le attenzioni del partner, legandolo indissolubilmente a lei, ha pensato di rivolgersi ad uno dei più rinomati e famosi pornostar italiani, Rocco Siffredi. Nel video, a tinte decisamente forti, viene rappresentata una vera e propria ‘ricetta’ della perfetta amatrice, sottolineando l’importanza di “essere maiala” senza alcun riferimento a quanta importanza in intimità rivestono svariati altri fattori.
Per quanto riguarda una visione più specialistica, si ritiene che la "problematica delle fughe" di partner maschili dalle rispettive compagne sia una questione particolarmente seria, sicuramente non ascrivibile alle elencazioni a mo' di lista della spesa, date dal porno-attore.
Tra l'altro, come si evince da tutta l'intervista, l'ironia è il motivo di sottofondo, utile a 'sdrammatizzare' quando si affrontano, in modo divulgativo, tematiche ricche di preconcetti, tabù, inibizioni di varia natura. La 'posizione orizzontale' a letto, con una donna, è l'esito finale di una serie di passaggi, fasi, stimolazioni che si allontanano dal mero 'esser maiale' come recita Siffredi. Questi fattori partono subito da una stimolazione visiva, olfattiva, intrapsichica, che diventano desiderio poi, per realizzarsi infine attraverso il tatto, il gusto, l’udito.
Tanti uomini ignorano l'apparato sessuale femminile nelle sue complesse sfaccettature e le altrettanto molteplici opportunità di stimolazione, pensando erroneamente che i meccanismi di eccitazione siano identici a quelli di un uomo.
La riprova la si ha, esemplificando il fatto che il clitoride ben poche persone sanno che è il pene indifferenziato dell'uomo, diventato tale per assenza di testosterone durante la gravidanza.
Le responsabilità, che appartengono comunque anche alla donna, per cui tante coppie 'scoppiano' (i primi sintomi di una coppia che sta per separarsi sono, in taluni casi, proprio le sempre più rare occasioni di incontro sessuale), sono inoltre da ascrivere a:
1) Scorretta, assente o parziale educazione sessuale ricevuta (quando si istituirà come materia a tutti gli effetti "educazione alla sessualità" nelle scuole, con equipe di ginecologi, andrologi, psicologi?);
2) Famiglie che delegano l'educazione sessuale alla scuola che ha già di suo molti altri problemi;
3) Diffondersi di strumenti e mass media nei quali vige l'approssimazione, il banale e deprecabile “fare notizia” invece di divulgare la conoscenza scientifica di un evento, patologia, condizione;
4) Sempre meno dialogo/scambio/comunicazione tra i partner con ridotti o assenti momenti di intimità.
5) Isolamento sociale ed idealizzazione come fenomeno socio-psicologico attivato da canali realizzati attraverso chat-line e siti di incontro virtuale (netlog, meetic, ecc.).
E' utile, a questo proposito, ricordare che l'Internet Addiction Disorder, già diffuso negli Stati Uniti con immediata mobilitazione di psichiatri e psicologi per istituire dei veri e propri centri di disintossicazione, sta avendo la sua concretizzazione anche in Italia dove stanno sorgendo strutture finalizzate al recupero di giovani ed adulti drogati da Internet. Ebbene, tutti questi meccanismi, uniti alla sempre più concreta perdita del concetto stesso di famiglia come unione e condivisione e ad un altro elemento, di natura più socio-economica, ha potuto segnare il passo (con l'avvento dell'euro) nella realizzazione di una ''società del single''. Un single bulimico di materialismo, ma anaffettivo e timoroso di investire nei sentimenti e, quindi nella sessualità, se non in quella finalizzata al semplice sfogo libidico. Possiamo concludere affermando con certezza che non esiste una “scuola del sesso”, ma sicuramente un “ascolto della sessualità” che si caratterizza per l’importanza dell’ascolto delle esigenze del partner, curiosità e costante desiderio di scoprirsi e riscoprirsi, anno dopo anno. Un ascolto che non si ferma alle coppie già strutturate ma anche a tutti quegli uomini e quelle donne che hanno deciso, per motivi personali, di non avere partner fissi, ma di gioire comunque di un sesso rispettoso e complice.
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