Uomini imprigionati in corpi femminili, la gender disforia

 
E-mail Stampa

genderCambiare sesso da donna a uomo. Non è un vezzo né un vizietto. Non è nemmeno una malattia sebbene venga trattata medicalmente come tale. La sindrome viene chiamata “gender disforia”. Si tratta di una condizione latente che a un certo punto diviene esplicita: è l’essere uomo imprigionato in un corpo di donna. Si pensa, si agisce, ci si veste e ci si comporta come un uomo ma davanti allo specchio si è donna. Questa condizione interiore si può slatentizzare a qualunque età e causare seri problemi, di natura soprattutto psicologica.

Dopo un attento percorso medico, il paziente che ne fa richiesta può cambiare sesso attraverso un delicato e costoso intervento chirurgico. Il budget richiesto si aggira attorno alle 40mila sterline (uno dei pochi centri in Europa si trova in Inghilterra, presso l’University college hospital di Londra).

L’intervento è la falloplastica con lembo radiale. L’operazione inizia prelevando dal braccio un lembo di pelle con tutto l’albero vascolare, arterioso, venoso e nervoso e lo si traspone sulla zona sovrapubica dell’addome. Da questo lembo si ottiene un fallo inizialmente non funzionante: è un pezzo di grasso con la pelle attaccata.

Il secondo step chirurgico è la congiunzione tra l’uretra naturale – nelle donne un canale corto, poco sopra il vestibolo vaginale – e la neouretra, formata con il lembo preso dal braccio. La chiusura tra le due uretre viene fatta inserendo un catetere e chiudendo la mucosa all’interno delle grandi labbra della vagina. Questo passaggio permette alle persone che subiscono l’intervento di urinare in piedi: «ci sono pazienti – spiega il l’andrologo Donato Dente - che si sottopongono a questa operazione anche a cinquant’anni che non hanno altra richiesta se non quella di essere in grado, dopo l’intervento, di urinare in piedi».

Nella terza fase dell’operazione viene fatta la plastica del glande per rendere il cilindro di grasso e pelle il più simile possibile ad un pene naturale. «I risultati – prosegue Dente – sono quasi perfetti, al punto che anche un occhio attento potrebbe non accorgersi della differenza con un pene naturale».

In questa fase, inoltre, viene inserito il primo pezzo della protesi che permetterà al paziente di avere rapporti sessuali con una donna. La protesi è formata da un reservoire, posizionato nell’addome al momento della plastica del glande, da una pompetta e da uno o due cilindri. In questa fase, inoltre, viene inserita anche una protesi testicolare in una della due grandi labbra della vagina, in modo da andare a formare lo spazio dove sarà poi inserita la pompetta. Nel passo successivo, la protesi viene spostata nel lato opposto, in modo da simulare la presenza di due testicoli.

L’ultimo step consiste nell’inserimento dei due cilindri: viene tolta la protesi testicolare e inserita la pompetta insieme a uno o due cilindri, a seconda delle dimensioni del fallo. Queste protesi vengono avvolte di un materiale chiamato Dacron, impregnato di argento, che limita le infezioni e consente di posizionare alcuni punti fissati poi al periossio dell’osso pubico.

Quali sono però i rischi di un intervento di questo tipo? E soprattutto: una volta creato il fallo è possibile avere normali rapporti sessuali? Partiamo dai rischi. Se fallisce la vascolarizzazione, infatti, il fallo muore e va subito rimosso. Ci sono poi le fistole urinarie, causate nella maggior parte dei casi dai peli. In entrambe queste eventualità è necessaria un’operazione.

Dal momento che, al momento della trasposizione, vengono fatte le congiunzioni sia vascolari che nervose, circa il 60% dei pazienti che hanno subito l’operazione e hanno avuto rapporti sessuali, hanno riferito di aver raggiunto l’orgasmo. Sono presenti anche le sensazioni di caldo e freddo e di dolore. Alle pazienti che si sottopongono alla falloplastica con lembo radiale, infine, non viene asportato il clitoride. È quindi probabile che con lo strofinamento possano in qualsiasi caso provare piacere.

 

Altri Articoli - Sessuologia e Psicologia

Blastocisti e PGs sempre buone tecniche?

Quanti embrioni arrivano dopo 5 giorni di coltura a blastocisti? Si calcola circa il 50% da un recente lavoro scientifico su queste tecniche con una percentuale di gravidanze cliniche del 14% per Pick-Up. I nostri risultati (Centro Biofertility 2016) senza coltura a blastocisti o PGs ci hanno mostrato un tasso di gravidanze clinico del 32% per Pick-Up
riprova

Diagnosi di infertilità: come reagisce la coppia?

Dr. Tatiana De Santis

riprova

“Sembra una stella cadente….!”

embriotransfer scritta
Prof.Claudio Manna

News

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
ABORTO SPONTANEO RICORRENTE: SI SCOPRE UNA CORRELAZIONE CON IL FATTORE VEGF. ABORTO SPONTANEO RICORRENTE: SI SCOPRE UNA CORRELAZIONE CON IL FATTORE VEGF. Il fattore di crescita dell’endotelio o VEGF è una proteina coinvolta nella formazione di ...
I GRASSI SATURI DANNEGGIANO LA QUALITA' DEL LIQUIDO SEMINALE I GRASSI SATURI DANNEGGIANO LA QUALITA' DEL LIQUIDO SEMINALE Secondo uno studio pubblicato sull’ American Journal of Clinical Nutrition, quantità ecc...
SINDROME DI DOWN E CURA: PARE SIA DAVVERO POSSIBILE? SINDROME DI DOWN E CURA: PARE SIA DAVVERO POSSIBILE? Nell'uomo vi sono 23 coppie di cromosomi, tra cui due cromosomi sessuali, per un totale di...
IL PERIODO DI VITA FERTILE DI UNA DONNA DIPENDE DALL’ETA’ DELLA MADRE AL MOMENTO DELLA MENOPAUSA IL PERIODO DI VITA FERTILE DI UNA DONNA DIPENDE DALL’ETA’ DELLA MADRE AL MOMENTO DELLA MENOPAUSA Uno studio pubblicato su Human Reproduction da un gruppo di ricercatori guidati da Janne B...
Harmony test: la nuova frontiera dell'analisi prenatale Harmony test: la nuova frontiera dell'analisi prenatale Si chiama Harmony il nuovo test prenatale che si sta pian piano sostituendo alla famosa am...
LEGGE 40: DAL 2009 E’ TUTTO PIU’ LECITO. Dal maggio 2009 parte della legge 40 sulla fecondazione assistita è stata abrogata. Molti ...
Carne bianca o carne rossa? Quelle più “pallide” fanno meglio! Le recenti Linee Guida del Ministero della Salute per un’alimentazione bilanciata raccoman...
"L’uomo è ciò che mangia": da Feuerbach alla Nutrigenomica Che il cibo fosse correlato allo stato di salute è evidentissimo, ma questa ipotesi è stat...
RISCHI E PREVENZIONE NELL'INFERTILITA' DA FATTORE MASCHILE RISCHI E PREVENZIONE NELL'INFERTILITA' DA FATTORE MASCHILE L’infertilità di coppia rappresenta un importante problema sociale e sanitario che coinvo...
L’ANDROPAUSA NON ESISTE MA LA QUALITA’ DEL LIQUIDO NON E’ SEMPRE LA STESSA! Un uomo, a differenza di una donna, non ha un tempo limitato per procreare ecco perché una...
Voglio un bimbo! Qual è il periodo giusto per provarci? Il periodo fertile varia da donna a donna in rapporto alla durata del ciclo mestruale ma, ...
IL BISFENOLO A NEI CONTENITORI ALIMENTARI METTE KO LA FERTILITA’! IL BISFENOLO A NEI CONTENITORI ALIMENTARI METTE KO LA FERTILITA’! Il bisfenolo A, conosciuto anche come BPA, è il composto organico più utilizzato nella pro...
 Associazione Fertilità onlus
CENTRO MEDICO BIOLOGICO TECNOMED
ASS.A.I. - ASSOCIAZIONE ANDROLOGI ITALIANI