Prosegue il nostro viaggio tra le fobie dei genitori che rischiano di danneggiare i figli.
Fobia per lo sporco e per gi animali domestici
Quando, verso i cinque, sei mesi circa, il bambino dovrebbe essere lasciato a terra perché impari a strisciare o gattonare, la mamma italiana di solito non gli permette di farlo. In primis per evitare che tocchi il pavimento con le mani. La fobia che possa sporcarsele e infettarsi mettendole in bocca prevale sulla considerazione che l’esperienza esplorativa ha un’importanza enorme per lo sviluppo mentale del bambino. Gattonando in libertà, infatti, il piccolo comincia ad acquisire le conoscenze e la “competenza” che gli permetterà di svolgere le attività successive con maggiore sicurezza e destrezza. Ostacolarlo in questa fase vuol dire ritardare e danneggiare il normale processo di sviluppo psicomotorio. E cosa dire della convinzione che il contatto con gli animali domestici possa causare pericolose infezioni, per cui ai nostri piccoli viene impedito di toccare o baciare gli animali che sono stati spesso introdotti in casa proprio come regalo per loro? Anche in questo caso, una fobia in gran parte infondata, priva i nostri bambini di un’esperienza importante e contagia anche loro con un timore eccessivo della natura...
Fobia per gli incidenti banali
Poi, durante i primi tentativi di deambulazione del bambino, i genitori hanno spesso il terrore che cada o che urti la testa contro un tavolo, per cui lo marcano in maniera asfissiante. Quando poi, per un momentaneo allentamento della marcatura, il piccolo cade, tutti lo soccorrono immediatamente allarmati, spaventandolo. Gli si dà così un’impressione di precarietà e gli si trasmette una paura eccessiva del mondo circostante.
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