È un luogo comune che la gelosia sia una conseguenza ovvia dell’amore, tanto che quando si presenta in misura modesta sembra accettabile e anzi gradevole, quasi fosse la prova del fatto che siamo amati.
Guardando meglio la gelosia, posso osservare che è possibile distinguerne due tipi. Il primo tipo la gelosia ha a che fare con la sensazione dolorosa di poter perdere l’attenzione del partner: il soggetto geloso si sente insicuro e a rischio, ha bisogno di avere il partner accanto per poter affrontare le difficoltà della vita. Questo tipo di gelosia spesso si esprime col contrasto verso l’attività lavorativa del partner, verso i suoi hobby, i suoi amici: il geloso vorrebbe che tutto fosse condiviso, per non ritrovarsi solo e in difficoltà. Talvolta compaiono questioni sessuali, ma non sono mai predominanti: il geloso di questo tipo teme più l’abbandono che il tradimento, tanto da poter tollerare questo purché il partner ritorni.
Del tutto diverso è l’altro tipo di gelosia, tipicamente sessualizzato. In questo caso il geloso ha continuamente il timore del tradimento, più sul piano fisico che su quello emotivo, ed è attento ai comportamenti del partner, sempre alla ricerca di prove di un tradimento già consumato o di quello che potrebbe esser consumato. Curiosamente, il partner di un soggetto che presenta questa forma di gelosia riesce a rapportarsi facilmente con l’altro sesso e dimostra buone capacità seduttive, tanto che può sorgere il sospetto che proprio questo aspetto abbia avuto un peso nell’innamoramento.
Entrambi i tipi di gelosia possono arrivare ad eccessi, e ciò può mettere in crisi la coppia. Distinguere i due tipi di gelosia ha significato quando si vuole intervenire sulla crisi già in atto ovvero si vuole evitarla: individuare il fenomeno permette di conoscere meglio il soggetto geloso e i suoi bisogni, così che questi possano essere soddisfatti in modo più efficace e meno doloroso.
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